Media Where To Invade Next

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  • 710 media
  • Caricato 25 agosto 2016

Per protesta contro l'abitudine degli Stati Uniti a invadere i paesi stranieri, soprattutto medio-orientali dopo l'attacco dell'11 settembre 2001, Michael Moore sostiene che il Pentagono deve dimettersi e che egli inizierà l'invasione del mondo.
Bandiera a stelle e strisce in spalla. “invade” così in modo ironico buona parte del vecchio continente - Italia, Francia, Portogallo, Svezia, Norvegia, Finlandia, Slovenia, Germania e Islanda -, e sbarca anche in Tunisia, ponendosi una domanda: cosa manca agli Stati Uniti? Cosa possono prendere dagli altri paesi per migliorare?
Polemista e provocatore nato, Michael Moore si batte da anni contro l'establishment a stelle e strisce con i suoi libri e documentari, alcuni di enorme successo come Bowling a Columbine, premiato con un Oscar nel 2002, Fahrenheit 9/11 e Sicko. Sei anni dopo Capitalism: A Love Story, Moore torna sullo schermo con un'opera interessante, forse un po' spuntata visti i suoi sulfurei precedenti, ma di assoluto valore. Michael Moore non va per il sottile, ancora una volta. Il suo è un docu-film attento, irriverente: che scherza, quando serve; e che colpisce duro, senza pietà, per il resto del tempo.
Moore ha raffinato il suo stile, è diventato più attento, più meticoloso e sottile. Qui a partire dal titolo - Qual è il prossimo da invadere? - gioca su un livello più ironico di provocazione e coglie nel segno.
Tant'è che Where To Invade Next è un documentario molto istruttivo non solo per i connazionali di Moore, ma anche per noi italiani, che a quanto pare abbiamo molto da imparare quanto a diritti dei lavoratori, mense scolastiche, carceri, sistema bancario e forze dell'ordine da Islanda, Slovenia, Portogallo, Tunisia e non solo.

Where to Invade Next
(USA 2015)
Regia di Michael Moore

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